POD | Emogas e fluidi: quando il numerino cambia la tua anestesia – Interpretazione veloce in sala

Episodio 2 del podcast Vet Talk di Narcosvet, 


Il Dott. Massimiliano De Vittor discute l'importanza cruciale dell'emogasanalisi e della fluidoterapia nella medicina veterinaria. 

L'autore sottolinea come l'analisi dei gas ematici sia fondamentale per stabilire l'equilibrio acido-base e personalizzare i protocolli anestesiologici, superando l'approccio standardizzato. Viene spiegato come parametri quali pH, PCO2 e bicarbonati permettano di diagnosticare disturbi metabolici o respiratori, guidando la scelta di soluzioni per fleboclisi specifiche. Il testo affronta inoltre l'integrazione di tecniche ecografiche per monitorare i volumi del paziente e la necessità di inserire dati precisi, come la temperatura corporea, per ottenere risultati attendibili. Infine, De Vittor promuove una visione più dinamica e pratica della professione, incoraggiando i colleghi a utilizzare regolarmente questi strumenti per migliorare la gestione dei pazienti critici. 


Alcune domande a cui verrà data risposta: 


  • Quali sono i tre parametri fondamentali che devono essere osservati per primi in un referto di emogasanalisi per valutare correttamente l'equilibrio acido-base? 
  • In che modo i valori della PCO2 e dei bicarbonati aiutano a distinguere tra un disturbo di natura respiratoria e uno di natura metabolica?
  • Per quale motivo tecnico il monitoraggio della creatinina tramite emogasanalisi è considerato meno stabile e affidabile rispetto alle macchine da laboratorio biochimico? 
  • Qual è la differenza principale tra l'utilizzo di una fluidoterapia standard (come il Ringer lattato) e la creazione di "pozioni" homemade basate sull'emogasanalisi in termini di velocità di recupero del paziente? 
  • Perché la soluzione fisiologica (NaCl) non dovrebbe essere considerata un fluido di prima scelta nella maggior parte dei casi clinici e qual è l'unica patologia specifica in cui è invece indicata? 
  • Se l'emogasanalisi serve a "qualificare" il tipo di fluido da somministrare, quale strumento diagnostico è fondamentale per "quantificarne" il volume corretto? 
  • Quali parametri ecografici specifici (come il rapporto cava-aorta o la valutazione del ventricolo sinistro) permettono di capire se un paziente è "vuoto" o "pieno" di liquidi? 
  • Per quali tipi di interventi chirurgici è considerata mala practice non effettuare un monitoraggio emogasanalitico (spesso arterioso) costante? 
  • Perché è indispensabile inserire correttamente la temperatura del paziente e la FiO2 (frazione inspirata di ossigeno) nella macchina prima di eseguire il test? 
  • Quali valutazioni seriali dell'ossigenazione e della ventilazione dovrebbero essere fatte nel passaggio dalla ventilazione meccanica a quella autonoma nel post-operatorio?

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